La festa religiosa del Natale è sempre stata celebrata nella totalità del mondo cristiano: si esprime con riti, cerimonie ed usanze che variano di paese in paese; una delle usanze più sentite è quella del presepio. Seguito a ruota dall’albero di Natale. E’ in questo spirito che ogni anno rinnoviamo lo stupore per il mistero della nascita di Gesù. Naturale quindi, presumere che vengano allestiti presepi di varie fogge e grandezze, con molteplici ambientazioni ed utilizzando infiniti materiali. Un modo per rinnovare la fede, ma anche la speranza di un mondo nuovo. Ma a Jesolo, c’è un presepe? Si, quello di “Sand Nativity”. Ma se quello degli anni passati rievocava le ambientazioni della nascita di Gesù, quello di quest’anno non ostenta Madonne, San Giuseppe, Bambin Gesù, bue ed asinello, ed Angeli annessi. Per non dire, poi, della mancanza di un albero di Natale,che per dimensioni ed importanza possa dirsi tale. Evidentemente dietro la scelta “commerciale” (Sand Nativity si inserisce in un filone promozionale di Jesolo) non c'è un motivo religioso, ma solo il semplice fatto che il Comune non vende né rappresenta presepi ed altri simboli religiosi: semplicemente non rientrano nella sua natura di organo istituzionale. Un presepe addobbato con luci e tensostruttura adeguata è pur sempre un messaggio di tutto rispetto: ovvero un luogo luccicante e magico collegato con una raccolta di fondi per una qualche iniziativa benefica da realizzare in località sperdute del mondo… In pratica la migliore rappresentazione del connubio promozione commerciale e buonismo. Certo, tutto questo funziona bene in un periodo di “vacche grasse”: vi ricordate la consegna dell’albero di Natale (35 metri circa, se non ricordo male) da parte di Heider? E dello show che faceva felici i mass media? Tutto previsto, come da copione. A Jesolo, dove d'inverno non succede niente, ci voleva Haider a far di nuovo succedere qualche cosa di rilevante andando a far visita al suo amico sindaco Martin. Continuerà a Roma, dove Haider consegnò ufficialmente al Papa l'abete della Carinzia per l'albero di Natale di Piazza San Pietro. Anche per il 2010, come ormai da tradizione da alcuni anni, l'albero avrebbe potuto essere per gli jesolani e per i turisti un augurio con un forte contenuto di gioia e di speranza in un futuro che sappia cogliere i veri valori e le aspettative nostre e dei nostri figli. Ma è anche bello pensare ad un sogno : non certo quello di Milano, in piazza Duomo, dove dal quattro dicembre all'otto gennaio, la celebre gioielleria newyorchese Tiffany & Co. avrebbe voluto allestire un grande albero di Natale, illuminato da centomila luci bianche e decorazioni di cristalli create e realizzate appositamente dal famoso marchio per questa iniziativa. Forse si, un abete rosso di 48 metri, proveniente da un'abetaia del nord ovest delle Alpi, ( rilasciato dalle autorità Forestali e, a feste concluse, restituito alla comunità forestale di provenienza e utilizzato come materia prima), sarebbe stato per Jesolo, in particolare per Piazza Mazzini, un allestimento ecologico e benefico: il ricavato dell’operazione poteva andare a qualche associazione volontaristica come l’AVO, ad esempio. Un messaggio simbolico forte per ribadire la dimensione anche etica (non solo commerciale) di Jesolo. Certo, ai piedi del grande albero non troveremmo aperto l'elegante "Tiffany Blue Box " (al cui interno è possibile trovare una boutique che vende in esclusiva alcune creazioni del marchio): più probabile trovare negozi ed esercizi pubblici (si spera aperti) per tutte le tasche, visto il momento di grave crisi economica che anche la città di Jesolo affronta. E, se la magia dell’albero di Natale, con le sue luci ed addobbi, ci porta dentro l’atmosfera del Natale, fossi nel Sindaco, proverei a mettere sotto l’albero un biglietto di ringraziamento a tutti i suoi contestatori politici che fino ad ora gli hanno dato una notorietà insperata e a bassissimo prezzo. Haider è stato , a suo tempo, un valido regista di se stesso. Con la sua scomparsa i fari puntati su di lui si sono spenti: e come una meteora è sparito dal firmamento politico (e mediatico).Il buio, si sa, elimina le persone e le “nouvelle vague” dei mass media.
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